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Villa Comunale

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Al di fuori della medievale Porta Somma e a poca di stanza dalla Rocca dei Rettori tra Il 1875 e il 1880 fu impiantata la villa comunale di Benevento su un declivio ancora privo di abitazioni. Disegnata dal botanico Alfredo Dehnhardt, che all’epoca era coadiutore del direttore dell’Orto Botanico di Napoli, mostra i caratteri del giardino all’inglese dove si accostano in modo apparentemente naturale essenze arboree di diversa provenienza geografica e climatica, mentre la struttura vegetazionale non è rigidamente allineata, come nelle geometrie del giardino di tradizione rinascimentale italiana, e si adegua alla morfologia del terreno celando abilmente l’artificio compositivo e variando di continuo le prospettive del fruitore. Nel caso della villa beneventana il risultato di questo insieme eterogeneo di alberi, arbusti, cespugli e perfino di canne di bambù, valutato a distanza di quasi un secolo e mezzo, appare davvero ben riuscito e affascinante. L’autore di questo armonioso accordo naturalistico era figlio di Friedrich C. Dehnhardt (Hannover, 22 settembre 1787 – Napoli, 1 maggio 1870), botanico tedesco che aveva introdotto in Napoli nel 1811 il gusto per le piante esotiche provenienti dal Cile, dal Messico e dal Sud Africa, la cui utilizzazione in quel periodo si andava diffondendo a Napoli, soprattutto grazie all’istituzione dell’Orto Botanico fondato nel 1807. Friedrich ricoprì un ruolo centrale anche nell’organizzazione dei giardini dei Siti Reali.

Nel 1813 fu nominato Ispettore delle Piantagioni, carica che lo portò ad occuparsi della Villa Reale, della Floridiana, dei Giardini del Palazzo Reale e del Parco di Capodimonte. Nel 1840 fu nominato “Direttore dei Giardini e Bosco di Capodimonte”. Il figlio Alfredo adottò le metodologie paterne in Benevento creando un equilibrato insieme di piante svariatissime per forme, grandezze e colori, disposte in gruppi, o isolatamente, tra aiuole di diversa sagoma e dimensione con la presenza di qualche laghetto. Al centro della villa si eleva la cassa armonica in colonnine e tralicci di ghisa dove si tenevano  in passato e ancor oggi si tengono concerti e spettacoli di arte varia. Ogni volta Il visitatore che percorre i sentieri della villa ha l’impressione di addentrarsi in un ambiente naturale che muta di continuo davanti ai suoi occhi dove dal folto della vegetazione svettano maestosi cedri del Libano, accanto ad ippocastani, lecci, aceri, pini e abeti di vario genere.