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Il Sacrum Palatium (Piazza Piano di Corte)

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Sorgeva nel sito dove oggi si trova piazza Piano di Corte e dove in età romana esisteva probabilmente il Pretorio. L’area era attraversata in origine da un tridente di strade che si riunivano poche centinaia di metri più in alto nei pressi dell’arx (attuale Rocca dei Rettori) e forse, includeva anche uno stabulum (di qui deriverebbe il toponimo ad caballum ricordato in diverse fonti medievali) o, secondo un’altra inveterata tradizione, comprendeva una statua equestre. I percorsi furono chiusi dai Longobardi, che interrarono i resti del complesso monumentale romano per un’altezza di circa sette metri, sopraelevando l’area rispetto alle zone circostanti, recingendola in modo da poterne controllare gli accessi e realizzando così una sorta di clausura.

La parte centrale del sito fu lasciata vuota e tutt’intorno furono costruiti edifici con diversa destinazione d’uso tra cui, in seguito, una torre passata alla storia per aver ospitato l’imperatore Ludovico II che il principe Adelchi di Benevento, dopo la conquista di Bari nell’871, aveva trattenuto prigioniero per costringerlo a promettergli di non ritornare mai più a Benevento. Qualche studioso, tenendo conto di tale conformazione, ritiene che al centro di questo spazio fosse stata eretta una statua equestre e quindi il toponimo ad caballum deriverebbe da tale scomparso monumento. La curtis ducale fu il modello imitato in diverse dimensioni dagli esponenti dell’aristocrazia longobarda e costituiva il raggruppamento di un articolato clan familiare in cui trovavano posto anche figure di artigiani e di servitori.

In questo contesto Arechi II, presentando sé stesso come l’erede della tradizione longobarda dopo la caduta del regno di Pavia nel 774, si proclamò principe, agendo come un vero e proprio sovrano della Longobardi del Sud. Il Sacrum Palatium dopo la fine del dominio longobardo (1077) fu utilizzato come sede del rettore pontificio e delle magistrature cittadine fino al 1316 quando un sollevamento popolare, provocò l’uccisione del rettore Ugo de Laysac nonché l’incendio dell’archivio e delle porte del palazzo e indusse il Papa a trasferire la dimora dei suoi rappresentanti nel castrum di nuova costruzione denominato in seguito Rocca dei Rettori.