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Palazzo De Simone

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Il palazzo che oggi ospita il Conservatorio Musicale è stato costruito agli inizi del XVII secolo dalla famiglia De Simone ed è stato, poi progressivamente ampliato. Ciò che si vede oggi è tuttavia un complesso architettonico decisamente più grande in altezza, larghezza e articolazione sia di quello originario, sia di quello ottocentesco. E’ diverso, inoltre, anche nell’assetto distributivo interno. Nella sua dimensione iniziale era composto da un semplice edificio alto solo due piani che circondava su due lati una corte aperta verso il lato tangente alla via Mario La Vipera.

Con l’ala occidentale si prolungava ad angolo connettendosi ad una piccola chiesa, pertinenza del palazzo, caratterizzata da due campanili simmetrici, di modello romano, complanari alla facciata dal coronamento convesso. Il processo formativo del palazzo ha interessato un arco temporale molto lungo, che va dal primo ventennio del Seicento fino al XIX secolo. Ha dovuto adeguarsi all’impianto stradale preesistente e probabilmente si è sovrapposto ad una parte di un’architettura medievale, lo Xenodochio di S. Benedetto destinata ad ospitare i pellegrini, decaduto già nel XII secolo e, infine demolito poco dopo il 1581. I resti dello xenodochio furono acquistati dai De Simone, i quali, prima del 1641 ne spianarono l’area di sedime per ricavarne uno slargo davanti alla loro già prestigiosa dimora. Si creò in tal modo una vera e propria piazza di uso comune. Il palazzo si ampliò in seguito ulteriormente nel XVIII secolo come si evince dalla mappa del Casselli del 1781.

Fu chiusa del tutto la corte originaria e furono aggiunti altri corpi di fabbrica intorno ad una seconda corte di dimensioni inferiori alla prima. Fu accorpata in questa fase anche l’area retrostante, trasformandola in un giardino pensile all’italiana, includendo un tratto delle mura urbane e la torre detta di S. Panaro, che divenne un piacevole belvedere. Ulteriori aumenti volumetrici seguirono nella prima metà del XIX secolo come si deduce da una concessione di suolo pubblico data ai proprietari. I de Simone, venuti a Napoli con Carlo d’Angiò, si erano trasferiti in parte nell’enclave pontificia beneventana vantando il titolo di nobili di toga. Nella nostra città, pur essendo stati aggregati tardi al patriziato beneventano, per ordine pontificio nel 1695, riuscirono a raggiungere un notevole livello di potere. Per loro fu determinante l’amicizia col cardinale Orsini, che fu papa col nome di Benedetto XIII. Alcuni esponenti della famiglia ricoprirono cariche importanti sia a Benevento che a Roma. I rapporti con la Santa Sede si mantennero sempre ottimali fino all’unificazione nazionale. Tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento ben due componenti della famiglia raggiunsero la porpora cardinalizia. 

Con la fine del governo pontificio e dopo la devoluzione dei feudi (avevano avuto il possesso del feudo di Ginestra degli Schiavoni), i de Simone persero molti dei loro benefici e lo stesso interesse a permanere nella nostra città. Agli inizi del Novecento vendettero il loro palazzo ai Fratelli delle Scuole Cristiane che trasformarono l’edificio in un collegio con annessa scuola (elementare, media e liceale) e a tal fine lo sopraelevarono completamente di due livelli, trasformando l’ala contenente la chiesa in due ampi locali sovrapposti dove al piano terra inserirono un teatro e al piano superiore un’aula ecclesiale. Tra le strutture aggiunte c’era anche un osservatorio meteorologico. Nella facciata principale replicarono le decorazioni tardo barocche con intonaco a stucco. Ottennero dall’Amministrazione Comunale di poter chiudere la piazza con una robusta recinzione in muratura e ferro battuto, in modo da renderla spazio di pertinenza esclusivo del collegio (Collegio La Salle) e per favorire l’accesso ad esso fu realizzata nel medesimo lasso di tempo la traversa che dal Corso Garibaldi porta al palazzo. Il collegio entrò in crisi negli anni settanta del Novecento e fu ceduto al Comune di Benevento che, dopo averlo restaurato in buona parte, lo ha destinato a sede del Conservatorio musicale e dell’Università del Sannio, ripristinando la vecchia piazza.