Let’s travel together.

Corso Garibaldi di Benevento

7

L’asse viario centrale del centro storico di Benevento, denominato in passato via “Magistrale, comprende l’attuale corso Garibaldi e, in prosieguo, il corso Dante, un rifacimento stradale successivo all’ultimo conflitto mondiale. Per quanto sia stato considerato da alcuni il ricalco del decumano dell’impianto urbanistico di età romana, esso non è lineare e sembra, piuttosto il risultato del raccordo tra comparti della città formatisi in età antica progressivamente. Il percorso, solo in pochi tratti, appare ortogonale alla conformazione geometrica degli isolati e del tessuto edilizio, i quali nel loro insieme si possono dividere grosso modo in tre parti.

La prima è costituita dalla zona alta che va dalla Rocca dei Rettori a piazza Roma che ha una trama viaria derivata da uno schema a ventaglio di possibile origine sannitica. Le indagini archeologiche condotte alcuni decenni addietro hanno messo in luce in vari siti di questa zona reperti risalenti ai secoli VIII e IV a. C. (per lo più arredi tombali e, nell’area della Rocca, cisterne e resti di un’arx). La seconda parte, quella centrale, contiene gli isolati di formazione classica (I sec. a. C. – II sec. d.C.) che ancora conservano la perimetrazione originaria. Fa eccezione la traversa diretta verso l’arco di Traiano del tutto alterata, insieme alle quinte edilizie che la delimitano, tra il 1930 e il primo decennio del dopo guerra. La terza parte, che va da piazza Orsini fino a Porta S. Lorenzo, purtroppo è stata per lo più distrutta dai bombardamenti del 1943 e mostrava, prima della guerra, una morfologia topograficamente più varia, più fittamente ripartita e caratterizzata da orientamento diverso, forse perché includeva edifici e luoghi pubblici di età imperiale di notevole dimensione e importanza, decaduti in età tardo antica e riutilizzati modificandoli in età altomedievale (teatro, foro, terme, macellum e forse il tempio di Giove). In questa generale configurazione quattro incroci della vecchia via Magistrale possiedono il significato di snodi, vale a dire di punti in cui il percorso cambia direzione.

Si tratta di Piazza Matteotti (detta comunemente di S. Sofia), del sagrato della basilica di S. Bartolomeo, di piazza Roma e di piazza S. Maria (altrimenti detta del Cardinal Pacca). Durante il periodo della dominazione longobarda questo asse centrale della città, densamente interessato da botteghe, presentava una notevole larghezza, ma anche strozzature che ostacolavano le affollate processioni nelle ricorrenze festive, come quella esistente presso l’ex Seminario arcivescovile (oggi sede dell’Archivio di Stato). Lungo la via Magistrale si concentravano le attività di mercato. Nel basso Medioevo lo spazio interno si restrinse fino a diventare una vera e propria strettoia.

Ai suoi lati si allineavano prevalentemente piccole case con bottega, con rari palazzi (tra cui la dimora della famiglia Alferio o Alfieri che ancora si può vedere, nelle forme assunte nell’Ottocento, tra piazzetta Papiniano e via III Settembre). Tra XVI e XVIII secolo queste cortine edilizie si arricchirono di architetture di pregio (Palazzo Paolo V, le chiese di S. Anna e del Gesù, quest’ultima demolita nel trentennio fascista, palazzo dell’Aquila, palazzo Isernia Collenea, la nuova basilica di S. Bartolomeo e palazzo Terragnoli). A queste si aggiunse il pregevole Teatro Comunale ultimato poco dopo l’unificazione nazionale. Dopo il 1870 fu avviato un completo ampliamento della via Magistrale che, a partire dal sagrato della Cattedrale fu denominata Corso Garibaldi. L’operazione si prolungò fino al primo decennio del Novecento e riguardò solo il lato sinistro (guardando verso la Rocca) con l’eccezione del palazzo De Giovanni. Le vecchie case medievali furono resecate, sopraelevate fino a raggiungere altezze prima non consentite, e trasformate in palazzi per appartamenti. Lo stile eclettico delle facciate e il loro incombente aspetto mutò profondamente l’immagine precedente dello scenario urbano.

L’ultimo episodio di questa ristrutturazione urbanistica fu la costruzione del Palazzo del Governo che comportò larghe demolizioni e un ulteriore allargamento della sezione stradale. Oggi l’enorme mole dell’edificio, che ricorda l’architettura dei palazzi romani post unitari, ospita gli uffici della prefettura, la residenza del prefetto e altre funzioni amministrative, ma la sua realizzazione è legata al sogno, coltivato per buona parte del XIX e del XX secolo, di istituire la regione Sannio con Benevento per capoluogo. Altro consistente intervento si ebbe negli anni trenta del Novecento con l’elevazione del palazzo della Camera di Commercio la cui architettura riprende tardivamente il linguaggio neoromanico.